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Alberto Beretta Medico immunologo

A 44 anni si rinforzano le fondamenta. A 60 si aggiorna il sistema di allarme.

Dr. Alberto Beretta Aggiornato il 2 Agosto 2026 4 min di lettura

Sapere che l’invecchiamento avviene a ondate non basta. La domanda utile è un’altra: cosa facciamo prima che l’onda arrivi?

In breve

Lo studio di Snyder ci dice che invecchiamo a ondate, non gradualmente — e che le due grandi creste molecolari si concentrano intorno ai 44 e ai 60 anni. Ma la conoscenza biologica diventa utile solo quando si traduce in azione. Le priorità di intervento cambiano a seconda di quale onda si sta avvicinando, e confonderle significa intervenire nel posto sbagliato al momento sbagliato.

A 44 anni, il bersaglio è il metabolismo — lipidi, muscolo, infiammazione precoce. A 60 anni, il bersaglio si sposta sull’immunità, sulla funzione renale e sulle difese antiossidanti. Due ondate, due strategie. Un’unica logica: anticipare, non rincorrere.

Come sottolineiamo in Saremo tutti centenari, la prevenzione efficace non è uguale per tutti né uguale per sempre. Cambia con l’età biologica — e oggi, per la prima volta, abbiamo gli strumenti molecolari per sapere quando e dove intervenire.

L’approfondimento

Intorno ai 44 anni: intervento strutturale.

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I cambiamenti molecolari della prima ondata colpiscono il metabolismo dei lipidi, la stabilità muscolare e il rischio cardiovascolare precoce — in silenzio, anni prima che qualsiasi esame clinico standard li catturi. Le priorità di intervento sono quattro.

Profilo lipidico completo. Non il solo colesterolo totale, ma le frazioni (LDL, HDL, non-HDL), i trigliceridi, la Lp(a) e idealmente le particelle LDL small-dense — quelle più aterogene. L’aterosclerosi silente inizia in questa fase: le prime placche si formano nei decenni prima dell’evento clinico. Un lipidogramma esteso a 44 anni è uno degli investimenti preventivi più efficaci disponibili.

Ridurre l’alcol. Il sistema enzimatico che metabolizza l’etanolo — in particolare l’alcol deidrogenasi e l’aldeide deidrogenasi — perde efficienza proprio in questa fase molecolare. Non è un fatto culturale o di abitudine: è una variazione biologica misurabile. Quantità di alcol che a 35 anni venivano metabolizzate senza conseguenze rilevabili diventano uno stress epatico e cardiovascolare crescente dopo i 40.

Iniziare — o intensificare — l’allenamento di forza. Come abbiamo visto in questa serie, la matrice muscolare inizia a destabilizzarsi molecolarmente intorno ai 44 anni. Aspettare i 60 per cominciare significa intervenire quando il processo è già avanzato e la risposta adattativa del muscolo è ridotta. La finestra ottimale è adesso: tre sessioni a settimana da 30–45 minuti sono sufficienti per produrre gli adattamenti biologici documentati nei trials che abbiamo discusso.

Monitorare la fenilalanina. Un metabolita che sale silenziosamente in questa fase e segnala stress cardiovascolare e infiammatorio precoce. Non è un esame di routine — ma fa parte dei profili metabolomici avanzati oggi disponibili. Un livello elevato è un segnale d’allerta da raccogliere anni prima che si traduca in patologia.

Intorno ai 60 anni: intervento immunitario e metabolico.

La seconda ondata è sistemica: il sistema immunitario va in crisi rapida (immunosenescenza), i reni filtrano meno, le difese antiossidanti endogene calano bruscamente. Quattro priorità.

Vaccinazioni. Antinfluenzale, COVID aggiornato, herpes zoster (fondamentale: il virus varicella-zoster si riattiva proprio quando la sorveglianza immunitaria cede), pneumococco. Non sono optional per chi vuole “evitare farmaci”: sono la compensazione razionale di un sistema immunitario che non risponde più con la stessa efficienza e che non tollera le infezioni come a 40 anni.

Supplementazione mirata. Le vitamine e gli oligoelementi essenziali all’equilibrio immunitario — vitamina D, zinco, selenio, vitamina C — diventano più critici in questa fase perché l’assorbimento intestinale e l’efficienza metabolica calano. Ma “supplementazione mirata” significa calibrata su valutazione individuale: non si integra ciò che non manca. La misurazione dei livelli prima dell’integrazione non è un eccesso di cautela — è la condizione per non sprecare risorse biologiche.

Idratazione e attenzione ai farmaci nefrotossici. La funzione renale declina in modo non lineare dopo i 60 — e molti farmaci comuni (FANS, alcuni antibiotici, mezzo di contrasto) sono nefrotossici a dosi che il rene giovane gestiva senza problemi. L’idratazione adeguata diventa un presidio attivo, non un’ovvietà. E la revisione periodica del profilo farmacologico con il medico — eliminando ciò che non è strettamente necessario — diventa parte della protezione renale.

Antiossidanti alimentari. Le vie antiossidanti endogene — superossido dismutasi, glutatione perossidasi, catalasi — calano significativamente in questa fase. La compensazione più efficace non è l’integrazione massiva con antiossidanti esogeni (che può interferire con segnali ormetici utili), ma un’alimentazione ricca di polifenoli, carotenoidi e vitamina C alimentare: frutti di bosco, verdure a foglia verde, olio extravergine, tè verde. Fonti che il corpo riconosce e integra nei propri sistemi di difesa in modo più efficiente rispetto alle molecole isolate in capsule.

La scoperta inattesa: uomini e donne invecchiano allo stesso ritmo.

Lo studio di Snyder ha trovato che le due grandi ondate molecolari a 44 e 60 anni seguono lo stesso ritmo in uomini e donne. Le differenze biologiche legate al sesso esistono — il dimorfismo immunitario è ben documentato, la menopausa introduce variabili specifiche — ma le creste del cambiamento multi-omico sono sostanzialmente sincrone. L’orologio molecolare ticchetta uguale, indipendentemente dal genere. È un dato che semplifica la comunicazione della prevenzione: non “per le donne a 50, per gli uomini a 55” — ma per tutti, a 44 e a 60.

Il punto di vista di SoLongevity

Nel programma longevità di SoLongevity, i protocolli di intervento sono costruiti attorno a queste fasi critiche: valutazione del profilo biologico a 40–45 anni e a 60–65 anni, con aggiornamento delle priorità in base alla fase molecolare in cui si trova la persona. Non un programma statico, ma un sistema di monitoraggio che si adatta al momento biologico — perché la biologia non aspetta che siamo pronti.

Fonti 

Shen X et al., “Nonlinear dynamics of multi-omics profiles during human aging.” Nature Aging. 2024;4(11):1619–1634.

 Franceschi C et al., “Inflammaging: a new immune-metabolic viewpoint for age-related diseases.” Nat Rev Endocrinol. 2018;14(10):576–590.

I contenuti di questo sito hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del proprio medico.

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