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Alberto Beretta Medico immunologo

Salute Spiegata

Prima di approfondire, bisogna capire.

Salute spiegata è la linea editoriale di Alberto Beretta che rende la salute facile da comprendere. Articoli brevi, chiari e rigorosi trasformano le evidenze scientifiche in informazioni utili, accessibili e immediatamente fruibili.

Prova a cercare: fibromialgia – carboidrati · microbiota · vitamina D · menopausa · infiammazione · autofagia · omega-3

Capire la salute è più semplice quando la scienza viene spiegata con chiarezza. Salute spiegata è la linea editoriale del Prof. Alberto Beretta dedicata alla divulgazione scientifica: contenuti chiari, accessibili e rigorosi, pensati per aiutare ogni persona a comprendere meglio la salute.

Mounjaro (tirzepatide) protegge il cuore? Uno studio di Harvard pubblicato sul British Medical Journal aggiunge dati importanti.

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I ricercatori hanno seguito quasi 53.000 persone con diabete di tipo 2 e una malattia cardiovascolare già presente, confrontando chi iniziava tirzepatide con chi iniziava sitagliptin, un farmaco neutro per il cuore.

Dopo un anno, con tirzepatide il rischio di infarto, ictus o morte era più basso del 32%. Il beneficio riguardava soprattutto l’infarto (−33%), mentre sull’ictus non emergevano differenze.

Un dato inatteso: si riducevano anche i ricoveri per infezioni (−36%) e la mortalità per tutte le cause (−45%). Segno che questi farmaci potrebbero agire su meccanismi che vanno oltre glicemia e peso.

È uno studio osservazionale su dati reali: indica un’associazione forte, non una prova definitiva. E questi farmaci si usano solo su indicazione e sotto controllo medico.

Dieta Eat-Lancet

Nel 2019, 37 scienziati da tutto il mondo proposero su The Lancet la dieta EAT-Lancet: poca carne, tanta verdura, cereali integrali e legumi, pensata per nutrire il pianeta senza distruggerlo. Una bella teoria, sostenuta da simulazioni — ma mancava la prova diretta che chi la seguisse vivesse davvero più a lungo.
Sette anni e un aggiornamento dopo (nel 2025 il modello è diventato più flessibile e attento alla giustizia sociale), quella prova è arrivata. Uno studio del 2026 su GeroScience, condotto su centinaia di migliaia di persone tra Regno Unito e Stati Uniti, mostra che chi segue di più questo modello ha un rischio di morte più basso del 13-29% — e, soprattutto, guadagna in media dai 2 ai 4 anni di aspettativa di vita a partire dai 45 anni.
C’è un dettaglio importante: non basta “mangiare vegetale” in generale. Una dieta a base di cereali raffinati, patate e dolci non offre lo stesso beneficio — anzi, è legata a più mortalità, non meno. Il vantaggio arriva solo dalla qualità: cereali integrali, legumi, frutta a guscio, verdura.
Dalla teoria del 2019 ai dati del 2026: la dieta pensata per salvare il pianeta sembra allungare anche la nostra vita.


Un medico in camice bianco pratica una vaccinazione nel braccio di una paziente sorridente all'interno di uno studio medico.

Il vaccino antinfluenzale non è solo protezione da una malattia respiratoria, è un intervento di prevenzione cardiovascolare

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I numeri sono chiari: il rischio di infarto aumenta di circa sei volte nella settimana successiva a un’influenza confermata. Una placca aterosclerotica che in condizioni normali non crea problemi — una stenosi del 30%, silente e gestibile — può infiammarsi, destabilizzarsi e raggiungere una soglia critica di ostruzione. Non è un’eventualità rara. È un meccanismo documentato, replicato, misurabile. Come sottolineiamo nel mio libro Saremo tutti centenari, è un intervento di prevenzione cardiovascolare — e i dati lo confermano con una chiarezza che non lascia margine all’ambiguità.

10000 passi al giorno, sono abbastanza?

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Quante volte avete sentito ripetere il mantra dei 10.000 passi al giorno? Un nuovo studio del British Journal of Sports Medicine mostra che non conta solo quanti passi fate, ma anche quanto velocemente li fate. E le due cose si possono compensare.

Il cancro al pancreas si sviluppa lentamente, per anni, da lesioni precancerose. Se potessimo insegnare all’immunità a riconoscere e distruggere queste lesioni prima che diventino tumore, non staremmo curando il cancro — staremmo prevenendolo. Questo studio fa esattamente questo, per la prima volta nell’uomo.

Ozempic per la prevenzione del tumore al seno? Un grande studio dice di sì.

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Gli agonisti del GLP-1 — la classe di farmaci che include semaglutide e liraglutide, noti al grande pubblico per il dimagrimento — potrebbero avere un effetto protettivo contro il tumore al seno. Un nuovo studio su oltre 111.000 donne quantifica per la prima volta questa riduzione in una popolazione da screening: le donne che assumevano questi farmaci sviluppavano un tumore al seno il 30% meno frequentemente rispetto a chi non li prendeva.

La fibromialgia è una malattia del sistema nervoso centrale. Non del sistema immunitario. La più grande ricerca genetica mai condotta lo dimostra — definitivamente.

Per decenni milioni di pazienti con fibromialgia sono stati trattati come casi psicosomatici, sospettati di esagerare, o inseguiti con terapie per malattie autoimmuni che non hanno mai avuto. Uno studio su 2,5 milioni di persone, pubblicato il 28 luglio su Nature Medicine, chiude questa storia.

Respirare il bosco fa bene: lo prova la scienza dei composti volatili forestali

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Profumo di pino, limonene, terpenoidi — non sono solo aromi. Sono molecole biologicamente attive che parlano al nostro sistema immunitario. Quando camminiamo in un bosco di conifere e sentiamo quell’odore caratteristico di resina e legno, stiamo inalando centinaia di composti organici volatili (VOC) prodotti dagli alberi — limonene, pinene, linalolo, carfiolene e molti altri.

Un vaccino su misura contro il tuo tumore: la Fase 3 conferma che funziona

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Per la prima volta nella storia, uno studio di Fase 3 dimostra che un vaccino a mRNA personalizzato — costruito sulle mutazioni specifiche del tuo tumore — riduce in modo significativo il rischio che il melanoma torni dopo l’operazione. Non fantascienza: è già realtà clinica.

Proteine: né sempre di più, né sempre di meno. La risposta è nel ritmo

Un eccesso proteico cronico, in assenza di attività fisica, accelera l’invecchiamento stimolando in modo permanente le vie della crescita e sopprimendo i meccanismi di riparazione cellulare. Ma ridurre le proteine in modo indiscriminato non è la risposta giusta, soprattutto per chi pratica attività fisica: farlo significherebbe privarsi di uno stimolo anabolico essenziale per muscolo, osso e recupero.


Vitamina D e cancro

Cosa dice davvero la scienza (e cosa ancora no).

Il sistema immunitario la usa per riconoscere le cellule malate. Nei pazienti oncologici, correggere una carenza migliora le risposte alle cure. Nelle persone sane con livelli già buoni, l’effetto sparisce. La differenza sta tutta lì: un esame del sangue vale più di un integratore preso a caso.

Contenuto informativo — per scelte di salute individuali parlane con il tuo medico.

Un multivitaminico rallenta l’invecchiamento biologico:

Lo dice un trial randomizzato pubblicato su Nature Medicine.

Il multivitaminico quotidiano è spesso deriso come inutile e costoso. Lo studio randomizzato in doppio cieco suggerisce che, almeno per chi ha già un’età biologica accelerata, potrebbe rallentare gli orologi epigenetici dell’invecchiamento.

Le benzodiazepine fanno invecchiare più velocemente?

Le evidenze disponibili suggeriscono possibili associazioni con alcuni dei principali meccanismi dell’invecchiamento e con un aumento del rischio di diverse patologie, ma la ricerca è ancora in evoluzione.

Nell’articolo approfondisco cosa sappiamo oggi, cosa resta da dimostrare e quali implicazioni può avere per la pratica clinica.

Cancro e generazioni

i nati dopo il 1960 potrebbero essere biologicamente più vecchi di quanto si pensi.

Una spiegazione possibile.

I giornali italiani ne parlano oggi, e a ragione: il tumore del colon-retto, considerato per decenni una malattia della terza età, sta diventando sempre più frequente nei quarantenni e perfino nei trentenni. Un nuovo studio su Nature Medicine offre per la prima volta una spiegazione biologica: le generazioni più recenti invecchiano più in fretta — e questo accelera il rischio oncologico. Da anni i ricercatori documentano un paradosso: il cancro al colon, al polmone, all’utero e ad altri organi sta colpendo persone sempre più giovani, con un’incidenza che cresce di decennio in decennio. Chi è nato dopo il 1950 ha un rischio progressivamente più alto di cancro colorettale rispetto alle generazioni precedenti — fino al doppio per chi è nato negli anni ’80 e ’90. I fattori di rischio classici (dieta, obesità, sedentarietà) ne spiegano solo una parte. Qualcosa di più profondo stava sfuggendo.

Quanto conta davvero la genetica nel nostro futuro?

Fino a pochi mesi fa stimavamo che la genetica incidesse per il 10-20% e che l’80% del nostro futuro fosse determinato dal nostro stile di vita.

Oggi le ultime evidenze scientifiche ci dicono qualcosa di diverso: addirittura la metà del nostro futuro è determinata dai nostri geni.

Può sembrare un dato sconvolgente, ma in realtà non lo è.

Tutte le specie animali, in particolare i mammiferi, hanno questo rapporto fra genetica e stile di vita. E anche per noi è così.

Non ci deve spaventare, perché comunque il 50% è nelle nostre mani.

Quando nasciamo, i nostri genitori ci lasciano in culla un’eredità che ci permette, oppure no, di arrivare a 100 anni in piena salute. Poi, vivendo, questa eredità possiamo modularla e giocarla a nostro vantaggio o a nostro svantaggio..

L’enzima che l’esercizio accende e l’invecchiamento spegne

L’enzima che l’esercizio accende e l’invecchiamento spegne — e come il sulforafano del broccolo può rimpiazzarlo.

“Con l’età, il muscolo perde la capacità di trasformare lo sforzo fisico in protezione cellulare. Ma la stessa molecola che dà al broccolo il suo sapore pungente potrebbe reaccendere quel meccanismo.”

In breve

Uno studio pubblicato su Science Advances (giugno 2026) ha identificato un enzima muscolare — NOX4 — come anello cruciale nella catena che collega l’esercizio fisico alla protezione dall’invecchiamento. I suoi livelli calano con l’età sia nei topi che negli esseri umani, e questo innesca un collasso delle difese cellulari, con sarcopenia, fragilità, insulino-resistenza e danno epatico. La buona notizia: il sulforafano — un composto naturale dei vegetali cruciferi — è in grado di bypassare questo deficit e correggere gran parte dei danni.

Mangi salumi, pancetta o wurstel?

Le carni lavorate — salumi, pancetta, wurstel, prosciutto cotto industriale — contengono nitrito di sodio, aggiunto come conservante e per fissare il colore rosato. Nel tuo stomaco, questo nitrito incontra l’acido gastrico e si trasforma in una forma reattiva che attacca le proteine del pasto, producendo nitrosamine. NDMA, NDEA, NMBA sono le più studiate — sono gli stessi composti che hanno causato i ritiri di farmaci dall’FDA americana (valsartan, ranitidina, metformina). La IARC le classifica come probabili cancerogeni umani, e sono la principale ipotesi biologica per spiegare perché il consumo di carni lavorate correla con rischio aumentato di cancro allo stomaco e al colon.

La vitamina C disinnesca questa reazione. Converte chimicamente il nitrito reattivo in ossido nitrico, innocuo. Questa chimica è nota dagli anni Settanta — è per questo che l’industria alimentare aggiunge già acido ascorbico durante la lavorazione. La domanda era: puoi fare qualcosa anche tu, dopo che il cibo è già nello stomaco?

La vitamina C protegge il cervello che invecchia.

La vitamina C protegge il cervello che invecchia: cosa mostra la risonanza magnetica.

Sapevamo che la vitamina C è un antiossidante. Ora abbiamo la prima evidenza su oltre 2.000 persone che i suoi livelli nel sangue sono associati — in modo indipendente — alla struttura del cervello e alla connettività delle sue reti neurali.

In breve

Uno studio pubblicato su PLOS One nel giugno 2026 da Nagaya e colleghi dell’Università di Hirosaki ha analizzato i dati di 2.044 anziani giapponesi (età mediana 69 anni) sottoposti a risonanza magnetica cerebrale a 3 Tesla. Il risultato principale: livelli plasmatici più bassi di vitamina C erano significativamente e indipendentemente associati a una riduzione del volume della materia grigia e a una minore connettività della Default Mode Network — la rete cerebrale che si attiva a riposo e che governa memoria autobiografica, attenzione e capacità di pensiero complesso.

Non è la prima volta che la vitamina C viene associata alla salute del cervello — ma è la prima volta che si dimostra un legame con la struttura delle reti neurali cerebrali in un campione di questa dimensione. E i risultati si mantengono dopo aver controllato per età, sesso, diabete, ipertensione, storia di fumo, alcol, attività fisica e livello di istruzione.

Muoversi per prevenire

Muoversi per prevenire.

Allenarsi per ringiovanire.

Camminare ogni giorno, tra 7.000 e 10.000 passi, è un ottimo punto di partenza.

Ma il corpo ha bisogno anche di varietà.

Corsa, bicicletta, tennis, sport di montagna: non esiste uno sport perfetto per tutti.

E’ il mix di attività diverse a offrire i maggiori benefici, perché stimola capacità fisiche differenti e mantiene il nostro organismo più adattabile nel tempo.

Nel mio libro “Saremo tutti centenari. La rivoluzione della longevità in salute” approfondisco questo e molti altri aspetti legati a longevità, prevenzione, attività fisica, alimentazione ed epigenetica.

persone che fatto footing

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