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Alberto Beretta Medico immunologo

Dieta e sport riparano il DNA. Uno studio italiano lo dimostra per la prima volta.

Dr. Alberto Beretta Aggiornato il 2 Agosto 2026 4 min di lettura

Sapevamo che mangiare bene e fare sport fanno bene. Ora sappiamo esattamente dove — fino al livello delle modificazioni epigenetiche legate al rischio di cancro. E per la prima volta, abbiamo la prova che si possono correggere.

In breve

Il DAMA Study (Aging Cell, 2021) è uno studio italiano su 219 donne, durato due anni, con quattro gruppi: dieta a basso carico glicemico prevalentemente vegetariana, attività fisica moderata-intensa, combinazione dei due, e gruppo controllo. I risultati mostrano che dieta ed esercizio agiscono su meccanismi epigenetici distinti — e che la loro combinazione offre una protezione che i singoli interventi separati non raggiungono.

La dieta ha rallentato l’orologio epigenetico di 0,66 anni rispetto al controllo. L’esercizio fisico ha fatto qualcosa di diverso e forse ancora più rilevante: ha ridotto il carico di mutazioni epigenetiche stocastiche (SEM load) — gli “errori” epigenetici che si accumulano con l’età e aumentano il rischio oncologico — con un effetto equivalente a un’inversione dell’età biologica di 2,06 anni rispetto al controllo.

Come sottolineiamo in Saremo tutti centenari, non stiamo parlando di medicina preventiva nel senso tradizionale. Stiamo parlando di medicina anticipativa — capace di leggere il rischio nel DNA prima che diventi malattia, e di verificare in tempo reale se le nostre scelte lo stanno modificando.

L’approfondimento

Per capire la portata di questo studio, è necessario introdurre un concetto che merita attenzione propria: le mutazioni epigenetiche stocastiche (Stochastic Epigenetic Mutations, SEM).

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Accanto al drift epigenetico “programmato” — la progressiva perdita di precisione nei pattern di metilazione che accompagna normalmente l’invecchiamento — esiste un secondo tipo di cambiamento epigenetico: errori casuali, non prevedibili a priori, che si accumulano nel genoma nel corso del tempo. Non seguono un pattern fisso: sono casuali per posizione, ma non per effetto. Studi precedenti avevano dimostrato che il SEM load — la densità di questi errori epigenetici nel genoma — è rilevabile fino a 10 anni prima della diagnosi clinica di diversi tipi di tumore. Non perché i tumori nascano dalla stessa mutazione epigenetica, ma perché un genoma con molti errori epigenetici accumulati è un genoma instabile, più vulnerabile agli eventi trasformativi successivi.

Il DAMA Study è il primo trial randomizzato a dimostrare che uno stile di vita può ridurre attivamente il SEM load — non solo rallentarne l’accumulo, ma invertirne la traiettoria. E lo fa con un effetto specifico dell’esercizio fisico, distinto da quello della dieta.

L’effetto della dieta si è manifestato principalmente sull’orologio epigenetico classico (DNAm age): –0,66 anni rispetto al controllo in due anni. L’analisi epigenetica ha identificato come mediatori di questo effetto la proteina PAI-1 (inibitore dell’attivatore del plasminogeno, marker di rischio cardiovascolare e metabolico), la Leptina (ormone del tessuto adiposo, fortemente correlato all’inflammaging) e il GDF-15 (citochina rilasciata in risposta a stress cellulare). Sono proteine che connettono direttamente la qualità dell’alimentazione all’infiammazione cronica sistemica — il denominatore comune di quasi tutte le patologie età-correlate.

L’effetto dell’esercizio fisico ha operato su un piano diverso: non ha accelerato il “riavvolgimento” dell’orologio epigenetico generale, ma ha ridotto specificamente il SEM load nei percorsi biologici legati allo sviluppo oncologico. L’equivalente di 2,06 anni di inversione in due anni è un effetto di entità notevole per qualsiasi intervento non farmacologico. E la specificità è il dato più importante: non una riduzione generica del rumore epigenetico, ma una correzione preferenziale degli errori che aumentano la vulnerabilità al cancro. Questo suggerisce che il muscolo in contrazione rilasci segnali — miochine, metaboliti, fattori di crescita — che interagiscono attivamente con i meccanismi di sorveglianza e riparazione del genoma.

La combinazione dei due interventi produceva effetti additivi su entrambi i meccanismi: rallentamento dell’orologio epigenetico E riduzione del SEM load. Non esiste attualmente nessun farmaco approvato in grado di agire contemporaneamente su entrambi questi assi con la stessa efficacia e assenza di effetti collaterali.

Il limite principale dello studio — 219 donne in un singolo centro italiano — richiede cautela nella generalizzazione: sarà necessario replicare i risultati su coorti più ampie, miste per sesso, e con follow-up più lunghi. Ma la direzione è inequivocabile, e la specificità dei meccanismi identificati rende questi risultati biologicamente credibili e coerenti con tutta la letteratura precedente.

La prospettiva aperta da questi dati — usare i marcatori epigenetici per identificare precocemente il rischio oncologico, e usare lo stesso test per verificare se l’intervento sullo stile di vita lo ha ridotto — è quella che in Saremo tutti centenari chiamiamo medicina anticipativa: non aspettare la malattia per intervenire, ma leggerne i precursori molecolari mentre sono ancora pienamente reversibili.

Il punto di vista di SoLongevity

Nel programma longevità di SoLongevity, l’analisi dei marcatori epigenetici di invecchiamento biologico — inclusi i precursori molecolari del rischio oncologico — rappresenta uno degli orizzonti più avanzati del programma di longevità di precisione. L’obiettivo non è solo sapere a che velocità si sta invecchiando: è sapere su quale asse biologico intervenire per modificare quella velocità in modo misurabile, personalizzato e verificabile nel tempo.

Fonte 

Fiorito G, Caini S, Palli D et al., “DNA methylation-based biomarkers of aging were slowed down in a two-year diet and physical activity intervention trial: the DAMA study.” Aging Cell. 2021;20(10):e13439.

I contenuti di questo sito hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del proprio medico.

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