Uno su sette. È la proporzione dei tumori polmonari che colpisce persone che non hanno mai fumato. Non è un’eccezione rara. È la quinta causa di morte per cancro al mondo tra i non fumatori — e quasi nessuno ne parla.
In breve
Quando si parla di tumore al polmone, il pensiero va quasi automaticamente al fumo. E non a torto: l’80–90% dei casi colpisce fumatori o ex fumatori. Ma questa narrazione lascia nell’ombra qualcosa di importante. Il restante 10–20% dei casi riguarda persone che non hanno mai fumato — e in numeri assoluti fa del tumore polmonare nei non fumatori la quinta causa di morte per cancro nel mondo. Tra le donne americane di origine asiatica con tumore al polmone, il 57% non ha mai fumato. Tra quelle di origine ispanica, il 33%. Un’altra tendenza preoccupante riguarda l’età: i pazienti più giovani con tumore al polmone sono in modo sproporzionato non fumatori.
I driver del rischio in assenza di fumo includono esposizione al radon domestico, inquinamento dell’aria — anche negli ambienti chiusi — esposizioni occupazionali, fattori genetici che influenzano la risposta al danno del DNA, e — come abbiamo visto nei capitoli precedenti — un terreno biologico di infiammazione cronica che può favorire la trasformazione cellulare. Le attuali raccomandazioni internazionali indicano lo screening annuale con TC a bassa dose solo per adulti con storia di fumo significativa. I non fumatori non sono inclusi — non perché esistano prove che lo screening non servirebbe, ma perché gli studi in questa popolazione non sono mai stati condotti su larga scala in contesti occidentali.
Come emerge in Saremo tutti centenari: la prevenzione oncologica efficace richiede di andare oltre le categorie di rischio popolazionali e ragionare sul profilo biologico individuale — familiarità, esposizioni ambientali, stato infiammatorio, sesso, etnia. Solo così ha senso parlare di diagnosi precoce come strumento reale.
L’approfondimento
Una malattia biologicamente diversa.
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Il tumore polmonare nei non fumatori non è semplicemente lo stesso cancro che colpisce i fumatori in assenza di fumo. Ha un profilo molecolare distinto. Mentre il carcinoma del fumatore è tipicamente dominato da mutazioni in KRAS e TP53 — la firma biologica dello stress ossidativo da tabacco — il tumore del non fumatore presenta più frequentemente mutazioni attivanti di EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico) e riarrangiamenti di ALK e ROS1. Queste differenze non sono solo accademiche: si traducono in sensibilità a farmaci completamente diversi. Gli inibitori di EGFR e ALK hanno trasformato la prognosi di molti pazienti non fumatori con tumore avanzato — proprio perché identificano un bersaglio molecolare preciso.
Il radon: il rischio invisibile nelle nostre case.
Dopo il fumo, il radon è il principale fattore di rischio identificato per il tumore polmonare. Il radon è un gas radioattivo naturale — prodotto dal decadimento dell’uranio presente nel sottosuolo — che può accumularsi negli ambienti chiusi, soprattutto in case con scarsa ventilazione e in aree geografiche con terreni granitici o vulcanici. Non ha odore, non ha colore, non ha sapore: è completamente invisibile. In Italia, alcune aree del Lazio, della Campania e di regioni montuose mostrano concentrazioni domestiche significativamente elevate. La misurazione del radon in casa è semplice e a basso costo — ma quasi nessuno la esegue.
Il problema dello screening: le linee guida ragionano per popolazioni.
Il trial NLST ha dimostrato che la TC torace a bassa dose riduce la mortalità per tumore polmonare nei forti fumatori del 20% — una delle riduzioni più significative mai osservate in uno studio di screening oncologico. Sulla base di questi dati, l’USPSTF raccomanda lo screening annuale nei fumatori pesanti tra 50 e 80 anni. Ma i non fumatori con fattori di rischio multipli — familiarità, esposizione a radon, storia di polmoniti ricorrenti, profilo genetico di suscettibilità — rimangono fuori dalle indicazioni. La decisione di sottoporre o meno a screening un non fumatore con rischio elevato non può essere liquidata con “non fumate, non vi preoccupate”.
Il punto di vista di SoLongevity
Nel percorso della Clinica SoLongevity, la valutazione del rischio oncologico polmonare nei non fumatori fa parte dell’analisi del profilo di rischio individuale: familiarità, esposizioni ambientali documentate, stato infiammatorio e profilo genetico di suscettibilità sono le variabili che permettono di personalizzare la strategia di sorveglianza — indipendentemente dalla storia di fumo.
Fonti
Corrales L, Rosell R, Cardona AF, et al. “Lung cancer in never smokers: the role of different risk factors other than tobacco smoking.” Crit Rev Oncol Hematol. 2020;148:102895. Sun S,
Schiller JH, Gazdar AF. “Lung cancer in never smokers — a different disease.” Nat Rev Cancer. 2007;7(10):778–790.