Il tumore del colon-retto tra i giovani adulti sta aumentando in quasi tutto il mondo. Nuovi dati suggeriscono che le radici di questa epidemia siano nella prima infanzia — e forse prima ancora. Il segnale più inquietante arriva da quello che è cambiato negli anni Cinquanta.
In breve
Una review pubblicata su Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology da Murphy e Zaki (2024) documenta uno dei fenomeni epidemiologici più preoccupanti degli ultimi decenni. Il cancro al colon-retto nei giovani adulti (sotto i 50 anni) sta aumentando in quasi tutte le regioni del mondo: chi è nato negli anni Ottanta e Novanta ha un rischio fino al doppio rispetto a chi è nato tra il 1950 e il 1954. Non si tratta di diagnosi più precoci per via dello screening — si tratta di casi reali, in crescita. Questo fenomeno si chiama “effetto coorte di nascita”: non dipende dall’età, ma dall’anno in cui sei nato.
Gli effetti coorte indicano che qualcosa è cambiato nell’ambiente che le generazioni successive hanno trovato. I ricercatori puntano su due ordini di fattori. Il primo è l’esposizione precoce: l’obesità nell’infanzia e nell’adolescenza, la dieta occidentale (bevande zuccherate, carni processate, pochi cereali integrali), la sedentarietà fin da giovani — tutte condizioni che aumentano il rischio di CRC decades più tardi. La finestra della vita fetale sembra particolarmente critica: esposizioni a certi farmaci, all’obesità materna, a inquinanti ambientali durante la gestazione sono associate a rischio aumentato nel figlio adulto. Il secondo ordine di fattori è più sistemico: i composti chimici industriali — pesticidi, PFAS, ritardanti di fiamma — introdotti massicciamente negli anni Cinquanta e Sessanta coincidono temporalmente in modo preciso con l’inizio dell’aumento di rischio nelle coorti nate da quegli anni.
L’eccezione è illuminante. L’unica regione del mondo in cui i tassi di CRC non sono aumentati per coorte di nascita è l’Europa e l’Asia Centrale — la stessa area geografica con le normative più stringenti sulla regolamentazione chimica, basate sul principio di precauzione. Come emerge in Saremo tutti centenari: le malattie croniche non nascono all’improvviso in età adulta. Hanno radici che affondano nella biologia dei primissimi anni di vita — e a volte ancora prima.
L’approfondimento
Cos’è un effetto coorte di nascita — e perché dice molto di più dell’incidenza per età.
Salute Spiegata, nella tua casella di posta.
Quando i ricercatori analizzano i dati sul cancro, possono farlo per età (quanti 45enni si ammalano oggi) o per coorte di nascita (come cambia il rischio tra chi è nato nel 1960 e chi è nato nel 1990). Queste due lenti raccontano storie diverse. I dati per età possono riflettere miglioramenti nello screening o cambiamenti demografici. I dati per coorte di nascita sono più informativi sulle cause reali: se chi è nato nel 1990 ha il doppio del rischio rispetto a chi è nato nel 1950, indipendentemente dall’età alla diagnosi, significa che qualcosa nell’ambiente in cui è cresciuta quella generazione ha cambiato la sua biologia in modo permanente.
La finestra precoce: in utero e infanzia.
La biologia dell’invecchiamento e della cancerogenesi è profondamente influenzata dalle esposizioni dei primissimi anni di vita. Il DNA è più vulnerabile durante la replicazione rapida della crescita fetale e infantile; il microbioma intestinale si forma nelle prime settimane e mesi dopo la nascita; i pattern epigenetici vengono stabiliti in questa fase e possono durare decenni. Esposizioni a certi farmaci prescritti in gravidanza negli anni Cinquanta e Sessanta (sintetici ormonali, antiemetici, sulfamidici) sono associate a un aumento del rischio di CRC nei figli adulti di tre o quattro volte. Il peso alla nascita, l’obesità materna, la forma della placenta — tutti correlati al rischio oncologico colon-rettale nell’adulto. La gestazione non è uno stato protetto: è un momento di vulnerabilità biologica unica.
I PFAS e la coincidenza temporale che non si può ignorare.
Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) — i cosiddetti “inquinanti eterni” usati in padelle antiaderenti, tessuti impermeabili, schiume antincendio — sono state introdotte negli USA negli anni Quaranta e si sono diffuse massicciamente negli anni Cinquanta e Sessanta. Presentano molte caratteristiche dei cancerogeni: persistenza biologica, accumulo nei tessuti, interferenza endocrina. La loro storia produttiva corrisponde con precisione all’inizio dell’effetto coorte di nascita nel CRC. Non è ancora una prova di causalità, ma è una coincidenza temporale che la comunità scientifica considera sempre più difficile da ignorare.
Il paradosso europeo come esperimento naturale.
L’Europa è l’unica regione mondiale dove l’incidenza di CRC non è aumentata per coorte di nascita. Diversamente dagli USA, l’Unione Europea adotta un approccio “hazard-based” alla regolamentazione chimica: una sostanza viene limitata se presenta caratteristiche di pericolo, indipendentemente dall’esposizione stimata. Questo non prova che i PFAS o altri chimici siano la causa dell’effetto coorte — ma rende l’Europa un laboratorio naturale prezioso per distinguere i fattori di rischio modificabili da quelli strutturali.
Fonti
Murphy CC, Zaki TA. “Changing epidemiology of colorectal cancer — birth cohort effects and emerging risk factors.” Nat Rev Gastroenterol Hepatol. 2024;21:25–34. doi:10.1038/s41575-023-00841-9
Ugai T et al. “Is early-onset cancer an emerging global epidemic? Current evidence and future implications.” Nat Rev Clin Oncol. 2022;19(10):656–673.