Vai al contenuto
Alberto Beretta Medico immunologo

Le cellule immunitarie invecchiano — e questo predice chi si ammalerà

Dr. Alberto Beretta Aggiornato il 1 Agosto 2026 4 min di lettura

Tra tutte le firme molecolari della senescenza cellulare, una emerge con forza trasversale: quella delle cellule immunitarie. Non solo fotografa lo stato di salute attuale, ma predice il rischio di diabete, malattia renale e mortalità negli anni a venire.

In breve

Le nostre cellule invecchiano, ma non tutte allo stesso modo. Alcune entrano in uno stato chiamato “senescenza”: smettono di funzionare normalmente e cominciano a rilasciare sostanze infiammatorie che danneggiano i tessuti vicini. Questo processo è noto da anni, ma una domanda è rimasta a lungo senza risposta: riusciamo a misurarlo nel sangue? E se sì, cosa ci dice sulla nostra salute futura?

Un nuovo studio pubblicato su Cell Reports dal gruppo del National Institute on Aging (NIH) risponde con dati concreti, analizzando migliaia di proteine nel sangue di oltre 2.200 persone — tra cui i partecipanti all’InCHIANTI Study, lo storico studio italiano sulla longevità condotto nella regione del Chianti.

Il risultato più sorprendente riguarda le cellule immunitarie: la loro firma di senescenza è quella che predice meglio fragilità, diabete e mortalità — non solo nel presente, ma anche nei decenni successivi. Misurare oggi la senescenza del sistema immunitario nel sangue potrebbe anticipare quali malattie si svilupperanno in futuro.

L’approfondimento

Lo studio integra il Senescence Catalog (SenCat) — un atlante multiomico della senescenza costruito su 14 tipi cellulari umani primari — con la proteomica plasmatica su due coorti longitudinali indipendenti: il Baltimore Longitudinal Study of Aging (BLSA, n = 1.275, età 22–96 anni) e lo studio InCHIANTI (n = 997, età 21–98 anni). Le proteine associate alla senescenza (SAP) sono state identificate in condizioni controllate di senescenza indotta (radioterapia ionizzante, etoposide, doxorubicina) e poi rintracciate nel plasma mediante la piattaforma SomaScan. Questa doppia validazione su coorti indipendenti conferisce solidità notevole ai risultati.

Newsletter Salute Spiegata

Salute Spiegata, nella tua casella di posta.

Primo risultato: le SAP superano le proteine non-SAP nel predire la maggior parte dei parametri clinici testati — velocità del passo, diabete, ipertensione, malattia renale, età biologica — anche in modelli combinati in cui i due gruppi competono. Questo suggerisce che il carico di senescenza circolante media attivamente le traiettorie di salute legate all’età, non è un semplice correlato.

Secondo risultato: le firme di senescenza per tipo cellulare mappano il dominio di salute corrispondente. La senescenza delle cellule epiteliali renali è la più fortemente associata all’ipertensione; quella dei preadipociti al BMI; quella delle cellule epiteliali bronchiali alla BPCO; quella dei miooblasti scheletrici alla massa muscolare appendicolare; quella degli astrociti alla demenza. Questo suggerisce che la senescenza organica è parzialmente tracciabile in circolo in modo organo-specifico — un’estensione del paradigma degli “organ aging clocks” proteomici (Oh et al., Nature 2023) al dominio della senescenza.

Terzo risultato — il più rilevante: la firma di senescenza dei PBMC (cellule mononucleate del sangue periferico, proxy dell’immunità circolante) è la più potente e trasversale. Nei modelli di Cox a rischi proporzionali, la senescenza immunologica predice in modo robusto:

— l’insorgenza futura di diabete (FDR = 2.26 × 10⁻¹²) — l’insorgenza futura di malattia renale cronica e ipertensione — la mortalità per tutte le cause

I partecipanti nel quartile più alto del punteggio composito di senescenza dei PBMC mostravano, nelle curve di sopravvivenza longitudinali, una probabilità significativamente maggiore di sviluppare diabete e di morire rispetto a quelli nel quartile più basso. L’interazione statistica tra senescenza immunologica e diabete risultava significativa anche per la fragilità (p = 0.003), suggerendo una sinergia biologica tra i due fattori.

Il meccanismo sottostante è plausibile: l’immunosenescenza riduce la capacità di clearance delle cellule senescenti in altri tessuti — e un sistema immunitario invecchiato promuove attivamente la senescenza in organi distanti, amplificando il carico sistemico (Yousefzadeh et al., Nature 2021). Questo spiegherebbe perché la firma PBMC abbia impatto trasversale su domini di salute apparentemente lontani tra loro.

I ricercatori propongono inoltre il concetto di “seno-age gap” per tipo cellulare: analogamente all’organ-age gap, misura quanto un individuo risulti biologicamente più vecchio o più giovane della media per ogni tipo cellulare, aprendo la strada a biomarcatori senescenza-specifici ad alta risoluzione. Una limitazione rilevante: i dati provengono da un singolo prelievo per partecipante, e la validazione diretta nei tessuti umani rimane da completare.

Il punto di vista di SoLongevity

Questo studio rappresenta un passo concreto verso una diagnostica epigenetica e proteomica di precisione nell’invecchiamento. Il fatto che la firma di immunosenescenza — rilevabile con un semplice prelievo plasmatico — predica con anni di anticipo l’insorgenza di diabete, patologia renale e mortalità apre scenari diretti per la misurazione dell’età biologica a livello cellulare e organo-specifico. Nel ricerca SoLongevity, l’integrazione di marcatori di senescenza immunologica e di inflammaging nel profilo molecolare individuale è una direzione strategica: identificare precocemente chi si trova nel quartile ad alto rischio permette di intervenire — dalla nutraceutica attiva agli approcci senolitici in sviluppo — prima che la traiettoria di salute si comprometta in modo irreversibile.

Fonti 

Olinger B. et al., “Circulating cell type senescence signatures track distinct dimensions of health status and trajectories in human longitudinal cohorts.” Cell Reports 45(6), 117389, 2026. 

Anerillas C. et al., “SenCat: Cataloging human cell senescence through multiomic profiling.” BioRxiv  7:2026.02.05.703986. 2026

Yousefzadeh M.J. et al., “An aged immune system drives senescence and ageing of solid organs.” Nature 594, 100–105, 2021. 

Oh H.S.H. et al., “Organ aging signatures in the plasma proteome track health and disease.” Nature 624, 164–172, 2023.

I contenuti di questo sito hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del proprio medico.

Altri approfondimenti in La scienza della longevità e salutogenesi

Il vaccino della tubercolosi contro l’Alzheimer: una scoperta che cambia la prospettiva

Il vaccino BCG — Bacillus Calmette-Guérin, derivato da un batterio della tubercolosi indebolito — è noto da tempo per una proprietà sorprendente: protegge non solo dalla…

Cancro e generazioni, una spiegazione possibile: i nati dopo il 1960 potrebbero essere biologicamente più vecchi di quanto si pensi

Da anni i ricercatori documentano un paradosso: il cancro al colon, al polmone, all'utero e ad altri organi sta colpendo persone sempre più giovani, con un'incidenza…

Infiammazione cronica e cancro: quattro molecole nel sangue ci avvertono in anticipo

L'inflammaging — l'infiammazione cronica di basso grado tipica dell'invecchiamento — non è solo uno sfondo silenzioso: modella attivamente il microambiente tissutale rendendo i tessuti più vulnerabili…

Tutta l’area