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Alberto Beretta Medico immunologo

Le varianti rare protettive: quando la genetica lavora a tuo favore

Dr. Alberto Beretta Aggiornato il 2 Agosto 2026 3 min di lettura

“La genetica non è solo un elenco di vulnerabilità. A volte è una riserva di protezione che non sappiamo di avere — e che ci insegna come funziona davvero la longevità.”

In breve

Chi raggiunge età molto avanzate non è necessariamente “geneticamente perfetto”. Spesso porta le stesse varianti di rischio comuni presenti nel resto della popolazione. Ciò che frequentemente lo distingue è la presenza di varianti rare protettive che compensano o attenuano quei rischi. L’esempio più studiato riguarda il gene PCSK9: alcune persone portano mutazioni che ne riducono la funzione, con il risultato di avere il colesterolo LDL strutturalmente molto basso e una protezione cardiovascolare sostanziale — indipendentemente dalla dieta. Quelle varianti erano così potenti da ispirare un’intera classe di farmaci oggi usati in milioni di pazienti. La longevità non è solo assenza di rischio: è spesso protezione attiva.

L’approfondimento

Varianti protettive: la natura come prova di concetto

La scoperta delle varianti rare protettive ha avuto un impatto enorme non solo sulla genetica, ma sulla farmacologia. Il caso di PCSK9 è il più emblematico. PCSK9 è una proteina che regola il numero di recettori del colesterolo LDL sulla superficie delle cellule epatiche: quando è molto attiva, riduce i recettori disponibili e il colesterolo LDL resta elevato nel sangue. Alcune famiglie portano mutazioni rare che riducono drasticamente la funzione di PCSK9 — e hanno colesterolo LDL strutturalmente molto basso, con un rischio cardiovascolare ridotto del 40-50% rispetto alla popolazione generale, indipendentemente dall’alimentazione.

Quando Cohen, Boerwinkle e colleghi pubblicarono questa scoperta sul New England Journal of Medicine nel 2006, l’industria farmaceutica capì immediatamente l’implicazione: inibire farmacologicamente PCSK9 avrebbe prodotto lo stesso effetto delle varianti protettive naturali. Nel giro di un decennio erano disponibili due farmaci inibitori di PCSK9 — evolocumab e alirocumab — oggi tra i più efficaci per la riduzione del colesterolo LDL nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare.

Un modello replicabile in altri sistemi biologici

Il principio — trovare varianti rare protettive naturali e usarle come bussola per lo sviluppo farmacologico — si sta estendendo ad altri bersagli. Varianti protettive rare sono state identificate nella via dell’infiammazione (varianti di IL-6 e del suo recettore, che hanno poi guidato lo sviluppo di tocilizumab), nel metabolismo energetico e nella via IGF-1/mTOR, dove alcune varianti associate a ridotta attività del segnale di crescita sembrano correlare con maggiore longevità in certe popolazioni.

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Nei centenari, uno dei pattern più frequentemente osservati è proprio questo: non l’assenza di varianti di rischio comuni, ma la presenza di varianti protettive rare che funzionano come contrappeso biologico. Il genoma di chi raggiunge i 100 anni in buona salute non è un genoma “pulito” — è spesso un genoma in cui le fragilità esistono ma sono bilanciate da protezioni che la maggior parte delle persone non ha.

Questa osservazione cambia la narrativa della genetica della longevità. Non si tratta solo di evitare o ridurre i rischi. Si tratta di capire i meccanismi di protezione attiva che la natura ha selezionato — e di imparare a riprodurli, sia farmacologicamente sia attraverso interventi di stile di vita che mimano gli stessi circuiti biologici.

Il punto di vista di SoLongevity

Nel percorso della Clinica SoLongevity, l’analisi del profilo genomico mira esattamente a questo duplice obiettivo: identificare non solo le fragilità strutturali — le varianti che aumentano il rischio per specifiche patologie — ma anche le aree di resilienza naturale, le varianti protettive che rappresentano punti di forza biologici individuali. Costruire un piano preventivo che parta da dove la biologia di quella persona è più forte, e rinforzi dove è più vulnerabile, è la differenza tra una medicina della longevità generica e una davvero personalizzata.

Fonte

Cohen JC, Boerwinkle E, Mosley TH Jr, Hobbs HH, “Sequence variations in PCSK9, low LDL, and protection against coronary heart disease”, New England Journal of Medicine. 2006;354(12):1264–1272. DOI: 10.1056/NEJMoa054013

I contenuti di questo sito hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del proprio medico.

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