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Alberto Beretta Medico immunologo

Gli alimenti che alimentano l’inflammaging: non il nemico, ma il rumore di fondo.

Dr. Alberto Beretta Aggiornato il 2 Agosto 2026 2 min di lettura

Nessuno di questi alimenti è veleno. Diventano un problema quando sono abituali — e quando mancano le pause metaboliche per smaltirne gli effetti.

In breve

Abbiamo visto cosa aiuta il sistema immunitario a restare in equilibrio. Vale la pena guardare anche l’altro lato: i pattern alimentari che spostano cronicamente il tono verso l’infiammazione. La premessa è importante: nessuno di questi alimenti è problematico in sé. Diventano pro-infiammatori quando sono abituali, quando si accumulano senza essere bilanciati da fibre, varietà e pause metaboliche. È il contesto ripetuto nel tempo — non il singolo episodio — a fare la differenza.

Come sottolineiamo in Saremo tutti centenari: la dieta ideale per il sistema immunitario non è fatta solo di ciò che si aggiunge — è fatta anche di ciò che si riduce, e di quanto spesso si lascia al sistema il silenzio metabolico necessario per ricaricarsi.

L’approfondimento

I principali pattern alimentari pro-infiammatori, e il meccanismo con cui agiscono:

Zuccheri semplici e carboidrati raffinati (dolci, bevande zuccherate, farine raffinate) → picchi glicemici ripetuti, stress metabolico, attivazione cronica di mTOR, infiammazione persistente.

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Alimenti ultra-processati (snack confezionati, piatti pronti, prodotti industriali) → alterazione del microbiota e aumento della permeabilità intestinale: il “leaky gut” che lascia passare segnali infiammatori che non dovrebbero raggiungere il circolo sistemico.

Grassi trans e oli vegetali raffinati (margarine, fritture industriali) → stress ossidativo e infiammazione sistemica.

Eccesso di omega-6 non bilanciato (uso esclusivo di oli di mais, soia, girasole) → squilibrio tra mediatori pro- e anti-infiammatori, a favore dei primi.

Carni processate (salumi, insaccati, affumicati) → aumento del carico infiammatorio e vascolare.

Eccesso cronico di proteine animali senza fibre → stimolazione persistente di mTOR e dei segnali di crescita, a scapito dell’equilibrio Treg/Th17.

Alcol regolare o in eccesso → aumento della permeabilità intestinale e infiammazione sistemica.

Sale in eccesso (cibi industriali e snack salati) → possibile attivazione di risposte immunitarie pro-infiammatorie, con effetti sul microbiota e sulla pressione osmotica cellulare.

Il filo comune: questi pattern spostano il pendolo metabolico verso l’abbondanza e l’attivazione cronica, riducendo la plasticità del sistema immunitario e la sua capacità di tornare all’equilibrio.

Il punto di vista di SoLongevity

Nel programma longevità di SoLongevity, la valutazione del carico infiammatorio alimentare — attraverso indici validati come il Dietary Inflammatory Index — è parte del profilo nutrizionale iniziale: non si può costruire resilienza immunitaria su una base che la erode ogni giorno.

Fonti 

Shivappa N et al., “Designing and developing a literature-derived, population-based dietary inflammatory index.” Public Health Nutr. 2014;17(8):1689–1696. 

Monteiro CA et al., “Ultra-processed foods: what they are and how to identify them.” Public Health Nutr. 2019;22(5):936–941.

I contenuti di questo sito hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del proprio medico.

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